Suoni prestati

scritto da Marco1985
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La differenza tra chi abita la propria sostanza e chi si nasconde dietro il rumore di un coro.
- Nota dell'autore Marco1985

Testo: Suoni prestati
di Marco1985

C’è chi ha bisogno di un’eco,

di parole gridate,

di canzoni che riempiano il vuoto

di chi non sa guardarsi dentro,

da solo,

nel buio di una stanza.

È una bellezza che vive di scena

e di suoni prestati.

Conoscono la verità che hanno dentro

e se non fa rumore, spaventa:

allora ci si perde nel coro

per non reggere il vero.

Ma esisteva,

e ancora esiste immutato,

un altro sguardo.

Un Uomo che sapeva guardare

fino a toglierti il fiato,

fino a farti sentire che la terra mancava

sotto il peso di un’unica appartenenza.

C’è ancora un fuoco

che non chiede permesso,

una febbre latente

che rende sacro ogni contatto.

E non graffia mai.

Accarezza.

Per questo ti cerco ancora.

Ti cerco ovunque.

Tra le strade e nelle piazze

che oggi sono un deserto per me.

Ti cerco mentre il brusio della gente

si fa, d'improvviso, voce.

E ogni volta un sussulto:

mi volto.

Un brivido.

L’illusione di scorgere un volto,

buono e perduto,

mentre fuori il mondo

corre verso la distrazione.

Ma è più facile preferire l’eco, alla fine.

La superficie lucida di un verso antico

che non impegna il cuore.

Per paura?

Ma spero che un giorno,

lontano dagli applausi,

quando la musica si spegnerà

e resterà solo il silenzio,

in quella stanza colma di vuoti,

Tu possa ricordare

cosa vuol dire tremare ancora.

Quando basterà un solo sguardo,

nudo,

per dirti tutto quello

che i suoni prestati

non sapranno dirti mai.

Suoni prestati testo di Marco1985
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